Etna: il nostro vulcano

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Escursioni

 

INTRODUZIONE

Il piu’ maestoso vulcano attivo d’Europa (3350 mt), una presenza inquietante, spaventosa, affascinante, che sovrasta l’intera provincia catanese. L’Etna e’ amata e allo stesso tempo temuta da tutti i catanesi, che subiscono il fascino di tanta magnifica imponenza, sono orgogliosi della loro montagna di fuoco, ma sanno che essa potrebbe distruggere. Eppure non uno solo vorrebbe veramente che l’ attivita’ del vulcano cessasse.
Il fatalismo si fonde con la fede, la superstizione, il mito, la leggenda. Ma oggi gli scenziati effettuano un monitoraggio costante dell’Etna e sono in grado di preannunciare il manifestarsi di attivita’ piu’ o meno importanti. Ed oggi i tecnici hanno diversi mezzi a disposizione per dirottare il corso del magma.

Dunque nulla da temere ma tanto da vedere!

COSTI

Il Bed and Breakfast Catania City Center dista circa 40 minuti dal Rifugio Sapienza (versante sud, mt. 1900), facilmente raggiungibile anche in bus (AST) dalla stazione centrale di Catania. Il costo del biglietto di andata e ritorno è di 5 €. Dal piazzale del Rifugio Sapienza giornalmente (da Marzo a Novembre) partono le escursioni guidate nelle zone sommitali del vulcano. Dal 2004 e’ stata ripristinata la funivia dell’Etna che al costo di 12 euro per tratta vi consente di arrivare fino a quota 2500 mt. Se volete inoltrarvi fino a Torre del Filosofo ( quota 2900 mt ) potete proseguire l’escursione, in jeep, accompagnati dalle guide vulcanologiche al costo di circa 50 euro a persona (compresa la funivia).

Un'altra possibilità, che con entusiasmo vi proponiamo, è quella di unirvi all'escursioni organizzate dall'associazione naturalistica ETNA EXPERIENCE di cui facciamo parte. Vi invitiamo a visitare il sito internet dell'associazione (www.etnaexperience.com) per scoprire tutti i dettagli di questa escursione che vi permetterà di scoprire il nostro vulcano in un un modo alternativo e meno "commerciale" .

Infine, per spostarvi autonomamente sul vulcano sia alle quote sommitali che lungo la circonferenza, potete noleggiare nel nostro Bed and Breakfast una vettura a partire da 29 € al giorno.

COME ARRIVARE

In Auto:
Versante Sud - Imboccate la tangenziale di Catania, uscite a Gravina e proseguite lungo la S.P per Nicolosi fino a Rifugio Sapienza - Etna Sud. Impiegherete meno di un’ora dal B&B in centro storico.

Versante Nord - Imboccate la tangenziale di Catania e immettetevi sulla A18 Catania - Messina. Uscite allo svincolo di Fiumefreddo e da lì seguite le indicazioni per Linguaglossa. Arrivati a Linguaglossa proseguite per Piano Provenzana - Etna Nord. Impiegherete circa un’ora dal B&B nel centro storico di Catania.


In bus:
Versante Sud - Dalla stazione centrale, terminal dei bus, ogni mattina autobus AST h 8.15 ( arrivo a Rifugio Sapienza h 10 ).
Rientro: h 16.30 dal Rifugio a Sapienza ( arrivo alla stazione centrale di CT h 18 ).
Costo: circa 5 euro.

In escursione con l'associazione naturalistica ETNA EXPERIENCE visita il sito:
http://www.etnaexperience.com/escursioni-Etna.htm

ESCURSIONI

Molti sono gli itinerari possibili all'interno del parco, sia percorsi brevi che escursioni più lunghe, più complesse tra cui La Grande Traversata Etnea -GTE- (5 giorni di trekking con tappe dai 12 ai 15 km), sentieri natura e, per i più pigri, la circumetnea.
Per informazioni dettagliate sui percorsi ci si può rivolgere all'Azienda Provinciale
di Catania tel. 095/7306211, all'Azienda di Soggiorno e Turismo di Nicolosi
tel 095/911505 o alle Pro Loco dei comuni etnei tra cui Linguaglossa (tel. 095/643094), Zafferana Etnea (tel. 095/70 82825) ed al Gruppo Guide Alpine Etna Sud a Nicolosi tel. 095/7914755).

Ascensione al vulcano

A causa delle eruzioni dell'Etna, le attrezzature turistiche (strade, piste, funivie, rifugi) non hanno carattere definitivo e possono essere rimosse o soppresse a seconda della gravità dei danni arrecati dall'eruzione più recente. Le escursioni sul vulcano possono essere annullate in caso di maltempo (pioggia, nebbia). E' utile tenere presente che, soprattutto per il versante nord-est, il periodo in cui l'escursione è possibile varia ogni anno a seconda delle nevicate. All'inizio della stagione (normalmente ad Aprile) vengono effettuate gite più brevi che raggiungono quote meno elevate, solo quando le strade sono state liberate dalla neve si raggiunge sempre quota 2000


Equipaggiamento


Sia per le escursioni a quota più bassa che per quelle che invece raggiungono le altitudini più elevate è necessario tener presente che, sebbene ci si trovi in Sicilia, qui la temperatura può raggiungere minime abbastanza basse. E' quindi consigliabile essere equipaggiati con un maglione ed una giacca a vento e calzare scarpe adatte (meglio se scarponcini da trekking, perchè spesso in alto si può trova la neve). Chi dovesse arrivare sprovvisto del giusto abbigliamento, può comunque trovarlo a noleggio. Inoltre, dato che il riverbero del sole può essere molto intenso, è meglio essere sempre provvisti di occhiali da sole.

L'ascesa al vulcano può essere effettuata sia dal versante Sud che dal versante Nord. I due percorsi offrono panorami e caratteristiche diverse.
Più brullo, nero e desertico il percorso che da Nicolosi porta al Rifugio Sapienza, immerso nel verde il tratto che conduce a Piano Provenzana.


VERSANTE SUD


Il percorso permette di scoprire un volto inusuale e proietta il visitatore in una dimensione quasi fantastica, ove le note dominanti sono il nero della lava e l'azzurro del cielo con, qua e la, qualche spruzzo bianco di neve.
Prima di giungere al rifugio Sapienza, un'indicazione segnala i Crateri Silvestri, una brevissima passeggiata a quota 1886 m. ma che ci catapulta sulla luna, con i suoi crateri.

VERSANTE NORD-ORIENTALE

Partenza da Linguaglossa

In un bellissimo percorso, il pulmino fuoristrada raggiunge i 3000 m circa di altitudine. Su questo versante è stato installato il nuovo osservatorio che ha sostituito quello distrutto dalla lava durante l'eruzione del 1971. Dalle vicinanze dell'osservatorio ( mt 2750 ) si gode di una magnifica vista. Si prosegue poi fino a quota 3000. Qui si abbandona il fuoristrada per procedere a piedi e vedere da vicino quelle terribili sbuffanti bocche che tanto affascinano e spaventano. Il percorso varia a seconda dei capricci del vulcano. Lungo il ritorno, viene effettuata una sosta a 2400 m d'altitudine, per vedere i crateri protagonisti dell'eruzione del 1809.

La strada orientale

Una volta ritornati a Piano Provenzana si può proseguire
lungo la strada panoramica Mareneve che costeggia la zona sommitale dal lato est. Sulle basse pendici del versante orientale dell'Etna, si trovano numerosi paesini agricoli che sfruttano la fertilità del suolo vulcanico per coltivare vite ed agrumi. In località Fornazzo, appena prima di immettersi sulla strada che collega Linguaglossa con Zafferana Etnea, si giunge fino all'incredibile colata lavica che, nel 1979, ha "rispettato" la piccola Cappella del Sacro Cuore (sulla sinistra) sebbene addossandosi ad uno dei muri e riuscendo a penetrare un poco all'interno: Oggi è meta dei numerosi fedeli che vedono in questo un evento miracoloso e vi portano numerosi ex-voto. Da Fornazzo una breve deviazione sulla sinistra permette di raggiungere Sant'Alfio.


UN PO’ DI STORIA

L'Etna nasce da eruzioni sottomarine che circa 500.000 anni fa formarono anche la Piana di Catania. Le eruzioni dell'Etna nell'antichità sono assai numerose, almeno 135. Nel Medioevo il vulcano erutta nel 1329 e nel 1381, seminando il terrore nella gente che vive nella zona. Ma è nel 1669 che ha luogo il cataclisma più terribile: il torrente di lava scende fino al mare devastando in parte Catania al suo passaggio. In epoca più recente le eruzioni più rilevanti sono quelle del 1910 con la formazione di ventitrè nuovi crateri, quella del 1917 quando una fontana di lava zampilla fino ad 800 m al di sopra della sua base, quella del 1923 dopo la quale la lava eruttata resta calda per oltre diciotto mesi. Le ultime esplosioni di "collera" del vulcano hanno luogo nel 1928 quando una colata, di lava distrugge Mascali, nel 1954, 1964, 1971, 1974, 1978, 1979, 1981, 1983, 1985, fino a quella del 1991 che termina dopo ben tre anni.
L'Etna mantiene sempre il suo pennacchio di fumo e può in qualsiasi momento entrare in attività.Tutt'intorno ai crateri, le colate di lava nere se sono recenti, grigie quando invece risalgono a tempi più lontani e cominciano a ricoprirsi di licheni, testimoniano con la loro presenza e, qua e là, con i loro funesti effetti (strade interrotte, edifici distrutti) l'incessante attività del vulcano.
A quasi 3000 m di altitudine, sul versante del cratere centrale, nella zona Torre del Filosofo il cui rifugio è stato distrutto dalla lava nel 1971, appaiono quattro crateri: quello di sud-est, nato nel 1978, l'immenso cratere centrale, quello di nord-est, la cima più alta, la cui attività non si è più manifestata dopo il 1971, e la Bocca Nuova, ultimamente la più attiva.

PARCO DELL’ ETNA

Istituito nel 1987, il parco copre un'estensione di 59000 ha.
La montagna appare come un enorme cono nero, visibile in un raggio di 250 km. Alla sua base, estremamente fertile, prosperano numerose colture di aranci, mandarini, limoni, olivi, agavi, fichi d'india, nonchè banani, eucalipti, palme, pini marittimi e viti da cui si produce eccellente vino Etna. Tra la vegetazione spontanea, invece, particolarmente presente è l'euforbia arborea. Sopra i 500 m crescono noccioli, mandorli, pistacchi, castagni che più in alto lasciano il posto alle querce, ai faggi, alle betulle ed ai pini, soprattutto nella zona di Linguaglossa (si veda oltre). Il paesaggio a queste quote è inoltre caratterizzato dalla ginestradell'Etna.
Superati i 2100 m di quota ha inizio la zona desertica dove si trova lo spinosanto (Astragalus siculus), piccolo cespuglio spinoso, a cui spesso si trovano associate variopinte varietà endemiche di viole, seneci e altri fiori che popolano le pendici dei crateri secondari. Verso le punte più elevate, la neve e la lava calda per lungo tempo, impediscono la crescita di qualsiasi tipo di vegetazione macroscopica. E' il cosiddetto deserto vulcanico.
Il parco dell'Etna ospita anche una fauna variata di piccoli mammiferi (istrici, volpi, gatti selvatici, donnole, martore, ghiri), volatili (gheppi, poiane, fringuelli, picchi, upupe), alcuni rettili, tra cui la vipera, e moltissime farfalle tra le quali spicca l'Aurora deIl'Etna (Anthocharis damone)

DINTORNI

escursione giornaliera da Catania


Trecastagni - Contrariamente a quanto si possa pensare, il nome si riferisce ai tre santi (tre casti agni, cioè agnelli) qui venerati: Alfio, Filadelfio e Cirino. E' qui che ha luogo la festa dei tre santi con la processione del ceri, alcuni pesantissimi, che tra il 9 ed il 10 maggio vengono portati dagli ignudi fino al Santuario di S. Alfio, all'inizio del paese. Via Vittorio Emanuele, fiancheggiata da bei palazzi, permette di giungere ai piedi della Chiesa Madre di S. Nicola, caratterizzata da un campanile centrale. L'edificio è preceduto da una ripida scalinata fiancheggiata, sulla destra, da un'esedra che più in alto si scompone in un gioco di rampe asimmetriche. In alto, una terrazza permette di godere di una bella vista sulla piana sottostante.

Pedara – Centro collinare ( 600 mt. di altezza ) che possiede un patrimonio artistico monumentale di tutto rispetto. Numerosi sono I palazzi signorili delcentro storico, tra cui Palazzo Pappalardo, che si fa apprezzare per le eleganti decorazioni del prospetto e per il suggestivo atrio. Piazza Don Diego è dominata dal Duomo, che presenta una singolare cuspide maiolicata a vivi colori, e da Palazzo Di Giovanni, col caratteristico portale bicromo.Altri eleganti edifici barocchi si possono ammirare in corso Ara di Giove, la via piu’ importante della cittadina.

Nicolosi - E'considerata la porta dell'Etna. Qui hanno sede le guide Alpine Etna Sud (tel. 095/7914755) e da qui si snoda la bella strada che conduce fino al Rifugio Sapienza, luogo di partenza per le escursioni al cratere.

Sant'Alfio - Il paesino possiede una monumentale Chiesa Madre secentesca ma rimaneggiata nel XIX sec., con una singolare facciata a campanile in pietra lavica. Dalla terrazza antistante la chiesa si gode di una splendida vista sulla costa ionica. L'attrattiva principale di S. Alfio è però il castagno dei 100 cavalli (sulla provinciale per Linguaglossa), un maestoso esemplare di più di duemila anni, il cui tronco, formato da tre distinti polloni, ha una circonferenza di 60 m. Il nome gli deriva da una leggenda, secondo la quale la regina Giovanna (non si sa se Giovanna d'Aragona, regina di Castiglia o Giovanna d'Angiò regina di
Napoli) vi trovò riparo in una notte di tempesta con il suo seguito di 100 cavalieri.
Ritornare in direzione Fornazzo e proseguire a sinistra verso Milo.

Milo - Piccolo borgo agricolo, Milo deve la sua sopravvivenza nel corso del tempo
all'imprevedibile e cieco cammino della lava che lo ha sempre risparmiato. Molte
volte infatti, la colata è giunta vicinissima (nel 1950, 1971 e 1979) ed alla fine ha
deviato il suo corso.Proseguire in direzione di Zafferana Etnea e raggiungere Trecastagni e poi Nicolosi per poi proseguire sul versante sud o verso Catania.

Alcantara- A 1.200 metri di altezza sulle pendici dell'Etna scorre, tortuoso e inaccessibile, il fiume Alcantara. Migliaia di anni fa una possente colata lavica, scaturita dal cratere etneo Mojo, invase la vallata ricoprendo il letto del fiume.

alcantara

Raffreddandosi i magmi incandescenti formarono alte pareti di prismi basaltici geometricamente perfetti. Nel corso dei millenni successivi, le gelide e impervie acque del fiume Alcanta erosero la colata lavica disegnando un paesaggio simile ad un canyon, le Gole dell'Alcantara.

L'altezza della roccia contrasta con la larghezza di pochi metri dando un aspetto suggestivo ed irripetibile. Fra le alte e nere pareti laviche si incontrano limpidi laghetti, spumeggianti cascate e piccole spiagge formate dalla erosione. Qui è possibile sostare all'asciutto ed ammirare gli imponenti prismi basaltici che come antiche colonne circondano la zona.

Scendendo dalla sorgente a valle fino alle gole, il paesaggio è in continuo mutamento. Dai boschi della sorgente alla tipica macchia mediterranea con le pale di fichi d'india e i grandi cespugli di euforbia attaccati tenacemente alle rocce. Immerse in questa rigogliosa vegetazione, giunti alla zona delle gole, si scoprono grotte e anfratti a strapiombo sulle acque.

L'escursione alle gole richiede circa un'ora e mezza e il percorso suggerito è impegnativo e complesso, consigliato ad escursionisti esperti e con una buona pratica di nuoto. Fin dall'inizio, infatti, ci si immerge nell'acqua, gelida, fino alla cintola e durante il tragitto sono previsti anche alcuni tratti a nuoto. Indispensabile un costume da bagno ed un paio di scarpe da tennis senza calze.

 


TRENO DELL’ ETNA (Circumetnea)

Circuito di 154 km ca
Un modo insolito per scoprire le pendici della montagna, intorno al vulcano, con i vagoncini della ferrovia Circumetnea. All’ ingresso della stazione di Catania-Borgo una vecchia locomotiva a vapore accoglie i visitatori curiosi di scoprire gli interessanti paesini che circondano l’Etna. Per verificare costi e orari potete visitare il sito www.circumetnea.it o telefonare al numero 095-541250.
Misterbianco - L'imponente chiesa settecentesca di S. Maria delle Grazie eleva la sua bella facciata sopra le case del paese ed è visibile fin da lontano. All'interno, nell'abside di destra, è custodita una Madonna col Bambino attribuita ad Antonello Gagini.
Paternò - Nel 1072, Ruggero II edifica sull'alto di una rupe un castello dalle forme squadrate, ma ingentilite, su uno dei lati, da una serie di bifore: una linea di quattro più piccole coronate da una molto più grande sopra. Il nero della lava contrasta con il candore degli elementi architettonici che risultano così molto evidenti. Intorno al castello sorgono anche i centri religiosi. Si costruisce la chiesa madre (di origine normanna, ma rifatta nel '300) e la Chiesa di S. Francesco. La cittadina si sviluppa invece ai piedi della rupe ed ha un assetto secentesco.
Santa Maria di Licodia - Il centro della cittadina è costituito da piazza Umberto, in posizione sopraelevata è delimitata dall'ex-monastero benedettino (oggi Municipio) e dalla Chiesa del Crocifisso. Defilata lungo il lato sinistro della chiesa si può ammirare una bella torre campanarla (XlI-XIV sec.) con decorazione a fasce bicrome.
Adrano - Una delle cittadine etnee più antiche (le prime tracce risalgono all'epoca neolitica) Adranon sarebbe stata fondata dal tiranno Dionisio I nel V sec. a.C. Si possono ancora vedere resti delle mura ciclopiche a grossi blocchi squadrati in pietra lavica (seguendo via Catania e poi una deviazione a destra con segnaletica gialla). In periodo normanno viene costruito il Castello che ancora oggi troneggia nella centrale piazza Umberto. Squadrato, in pietra lavica, risale nella sua forma attuale all'epoca sveva. Al suo interno sono ospitati tre musei. Il Museo Etnoantropologico raccoglie oggetti di artigianato locale. Il Museo Archeologico Regionale, dislocato su tre piani, nipercorre attraverso i reperti la storia della zona (ma anche di altre aree della Sicilia orientale) dal Neolitico all'età bizantina.
Particolarmente degni di nota sono: (il banchettante, bronzetto di officina samia seconda metà del VI sec. a.C.) che decorava probabilmente un bacile in bronzo o una cesta, il busto in terracotta di una divinità sicula femminile rinvenuto in contrada Primosole (V sec. a.C.). un busto fittile femminile di tipo locrese (V sec.a.C.).
un gruppo fittile raffigurante Eros e Psiche e uno splendido cratere attico a colonnette (V sec.a.C.) (tutti i reperti citati sono al 2° piano). All'ultimo piano si trova la Pinacoteca in cui sono esposti dipinti su tela (tra cui opere dello Zoppo di Gangi, di Filippo Paladino e Vito D'Anna), vetro e metallo, sculture in legno, alabastro, bronzo databili dagli inizi del XVII agli inizi del XX sec. e una serie di opere di pittura e scultura contemporanee di artisti adraniti e non. La piazza si allunga a est nel piacevole giardino della Villa comunale, su cui si
affaccia l'imponente prospetto della Chiesa e Monastero di S. Lucia. La facciata della chiesa, bicroma, è opera settecentesca di Stefano Ittar.
Ponte saraceno - Si trova fuori città, lungo il fiume Simeto.
Uscire da Adrano a sud e seguire le indicazioni per Bronte. Si giunge ad un bivio ed un cartello segnaletico indica il ponte. A sinistra ed a destra la strada è asfaltata; di fronte diparte invece una strada sterrata. Imboccarla e seguire il tracciato principale fino al fiume dove si trova il ponte. Di origine romana, il ponte è stato ricostruito sotto Ruggero II e rimaneggiato nelle epoche successive. Le arcate ogivali sono sottolineate da una fascia bicroma. Un breve percorso sulla sponda del fiume verso nord permette di scoprire le belle Gole del Simeto, anch'esse formate, come le gole dell'Alcantara (si veda alla voce) da una colata lavica (questa volta dell'Etna) "ripulita" dall'acqua che ha levigato i grandi massi basaltici.
Bronte – Ridente cittadina molto famosa per l’ottima qualita’ dei pistacchi prodotti. Il pistachio entra come ospite d’onore in molte ricette di primi, secondi, dolci, gelati e persino negli arancini. In centro al paese sorge il Collegio Capizzi, prestigiosa scuola settecentesca ospitata in un bel palazzo. A qualche chilometro di distanza, nei pressi di Maniace, anche se territorialmente sotto questo comune, si trova la bella Abbazia benedettina di Maniace, poi trasformata nel "Castello di Nelson".
Castello di Nelson
Da Bronte seguire le indicazioni. Si trova appena prima di Maniace. L'abbazia benedettina fondata nel XII sec.: per volontà della regina Margherita, moglie di Guglielmo il Malo, era situata lungo un'importante via di comunicazione con l'entroterra della Sicilia. La cappella annessa presenta un bel portale con capitelli stonati. All'interno si trova un'icona bizantina del XIII sec. ma popolarmente creduta l'originale portata dal condottiero bizantino Giorgio Maniace che nel 1040 inflisse una dura sconfitta agli Arabi proprio in questi luoghi. Il fiorente monastero subisce diverse modifiche, e viene alla fine donato da Ferdinando III all'ammiraglio inglese Nelson neI 1799.
Randazzo - Oltre che visitata va “passeggiata”, lasciandosi affascinare dalle sagome improvise di vetusti palazzi nobiliari, dal nero della pietra lavica, dall’atmosfera raccolta e piacevolmente a ritroso nel tempo dell’impianto medioevale. Esempi del tracciato medioevale sono Via Fasuli e Via degli Archi. In Piazza Basilica si erge la magnifica cattedrale, edificata in pietra lavica agli inizi del XIII secolo.
Linguaglossa - Il paese, letteramente due volte lingua (Glossa in greco) testimonia, nell'ipotesi più intrigante, la sua posizione "calda" proprio sulle pendici dell'Etna che spesso furono invase da sciare di lava incandescente. La piazza centrale è caratterizzata dalla presenza della Chiesa Madre, in pietra lavica e arenaria. All'interno, si può ammirare un bel coro ligneo del 1728 con scene della vita di Cristo.
La Pro Loco di Linguaglossa, lungo la via principale del paese, funge da principale punto di riferimento per le escursioni sull'Etna. Materiale e pannelli esplicativi all'interno della sede aiutano a conoscere il parco ed il vulcano, a programmare le gite. Lungo la strada Mareneve, fiancheggiata da una bella pineta di pini lanci, si giunge fino a Piano Provenzana dove si può lasciare la vettura per effettuare l'escursione ai crateri sommitali.
Dirigersi verso la costa, imboccando la deviazione per Marina di Cottone.
Riserva naturale del fiume Fiumefreddo - Il Fiumefreddo sgorga dalle pendici nord-orientali dell'Etna dove, per l'elevata permeabilità delle rocce vulcaniche, l'acqua si infiltra nel terreno e riaffiora poi in pianura, grazie alla presenza di un substrato argilloso impermeabile. L'alveo del fiume è alimentato essenzialmente da due risorgive, quella di Testa dell'Acqua e le Quadare (in dialetto siciliano paiola), profonde fino a 10-12 m. Per apprezzare la profondità e la limpidezza delle acque si consiglia di effettuare la visita nelle ore in cui il sole è più alto. L'acqua del fiume, che non supera mai una temperatura di 10-15°C anche in estate e ha la caratteristica di defluire lentamente, favorisce la presenza di una particolarissima vegetazione acquatica in cui a specie tipiche dell'Europa centrale come il ranuncolo a pennello si associano specie "africane" come il papiro. Altre specie vegetali presenti sono: il salice bianco, il giaggiolo acquatico, il pioppo tremulo, l'equiseto o erba cavallina. La presenza delle sorgive favorisce inoltre la sosta degli uccelli di passo: aironi, beccacce, ricocoli e molti anatridi. Nella zona limitrofa alla riserva si trova il settecentesco Castello degli Schiavi (privato, non visitabile), opera degli architetti Vaccarini e Ittar.
Giarre - La cittadina faceva parte della contea di Mascali, concessa in feudo al vescovo di Catania da Ruggero II nel 1124. Il toponimo deriva infatti dalle giare in cui venivano raccolte le decime dovute al vescovo su tutti i prodotti della terra. Il Duomo è un'imponente costruzione neoclassica, con due torri campananie gemelle, di forma squadrata. L'arteria principale è via Callipoli, fiancheggiata da bei negozi e da residenze signorili, tra i quali è degno di nota il Palazzetto Bonaventura (n° 170), in stile liberty. Al n° 154, Palazzo Quattrocchi è caratterizzato da decorazioni in stile moresco.
Da Giarre dirigersi verso la costa in direzione di Riposto.
Riposto - Era qui che venivano "ripostate" le decime raccolte nella contea di Mascali, che dovevano essere trasportate via mare. Il borgo si sviluppò infatti ad opera di una colonia messinese (da cui il culto della Madonna della Lettera) attorno ai magazzini e nel XIX sec. divenne un importante centro commerciale per l'esportazione del vino. Vi sono infatti numerosi resti di edifici industriali del secolo passato. Il grazioso Santuario della Madonna della Lettera, prospiciente il mare, fu eretto nel 1710, anche se un edificio religioso esisteva probabilmente già in epoca normanna, come dimostrano gli scavi sotto il santuario che hanno portato alla luce delle cripte con colatoi per cadaveri di epoca paleocristiana, monete di epoca arabo-normanna e resti architettonici del periodo aragonese. Il quadro della Madonna col Bambino, di incerta datazione, è posto su un altare settecentesco. Interessante il coro ligneo scolpito realizzato alcuni anni fa e singolare il lampadario barocco con decorazioni in madreperla, di probabile fattura locale.

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